Cristo degli Abissi. Intervento conservativo della Soprintendenza in immersione interforze

Data:
27 Luglio 2026

Cristo degli Abissi. Intervento conservativo della Soprintendenza in immersione interforze

Il 21 luglio 2026, con l’organizzazione e il coordinamento del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria hanno avuto luogo le operazioni subacquee di manutenzione della statua bronzea sommersa a San Fruttuoso di Camogli.

Prima e più famosa statua sottomarina al mondo, simbolo mondiale della subacquea, il Cristo degli Abissi è tutelato dalla Soprintendenza che ne organizza la conservazione con la collaborazione dei nuclei di sommozzatori dello Stato.

Grazie all’efficace idropulitrice resa disponibile da i Vigili del Fuoco di Genova è possibile lavorare senza alcun contatto diretto con la statua, nel rispetto dell’ambiente: dalla superficie si aziona una pompa idonea a generare un flusso d’acqua, prelevata dal mare, ad elevata pressione con effetto cavitazionale generato dalla peculiare lancia in dotazione. Sott’acqua si sono alternati i Sommozzatori dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato (CNeS), della Guardia Costiera e della Marina Militare (Consubim), seguendo le indicazioni procedurali dettagliate da Alessandra Cabella, funzionaria storica dell’arte della Soprintendenza e sommozzatore, in merito a modalità e la distanza da tenere a seconda delle varie parti della scultura.

Voluta da Duilio Marcante e dai grandi pionieri della subacquea ligure nel secondo dopoguerra in memoria delle vite perse in mare – a partire da quella di Dario Gonzatti, pioniere subacqueo e amico dello stesso Marcante – e realizzata dallo scultore Guido Galletti (1893-1977), la statua fu calata nel 1954 su un fondale di 18 m nella baia antistante San Fruttuoso di Camogli. Alta due metri e mezzo e dal peso di 260 chili, per la sua realizzazione furono raccolte e fuse medaglie di Caduti donate dalle mamme e dalle vedove, medaglie di atleti, parti di navi, eliche, campane e cannoni, ed è oggi il punto che registra il maggior numero di immersioni nel Mediterraneo.


La manutenzione del Cristo degli Abissi non è una semplice semplice questione estetica: gli organismi incrostanti di
“biofouling” creano un biofilm batterico (che colonizza e prolifera su qualsiasi superficie in mare), creando seri problemi di biodeterioramento. Per rendere all epoca stabile sul fondale la statua, nata cava, fu inserito al suo interno del calcestruzzo con tondini di ferro: coi due diversi metalli a contatto nel mare si creano correnti galvaniche a detrimento del bronzo, gravemente rovinato nei suoi primi cinquant’anni da continue, aggressive e incontrollate ripassature coi denti delle spazzole di ferro da parte dei subacquei: “È un bronzo sofferente perché aggredito e assottigliato per decenni da infiniti e indiscriminati colpi di spazzola metallica e, come se non bastasse, indebolito delle correnti galvaniche” (Cabella).

Oltre alla peculiarità degli aspetti tecnici e all’unicità di un simile intervento conservativo, questa operazione interforze sul Cristo degli Abissi racchiude in sé un altissimo valore culturale e un plusvalore simbolico, un atto di devozione e di amore che accomuna ogni uomo di mare.
Per questo la Soprintendenza s’avvale della partecipazione dei diversi nuclei specializzati di sommozzatori dei vari Corpi e Forze dello Stato, che sott’acqua si alternano con spirito collab orativo e che per una volta si trovano così a cooperare non in situazione drammatica di emergenza, ma in un intervento di grande valore culturale e sociale per la collettività.
Le operazioni si inseriscono nelle previste esercitazioni di tutti i nuclei coinvolti, che sono tenuti a mantenere costante il livello di efficienza in vista di possibili emergenze.

I commenti

Dott. Vincenzo Tiné, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria: “Attraverso le competenze dello S.T.A.S. – Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea, la Soprintendenza ha la responsabilità di tutelare il Cristo degli Abissi, coordinando il prezioso gioco di squadra dei sommozzatori di tutti i corpi e nuclei dello Stato, che collaborano alla sua conservazione direttamente sott’acqua: Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Polizia di Stato, Marina Militare. La compartecipazione attiva e serena dei diversi corpi di sommozzatori dello stato nella tutela di questo archetipo sommerso racchiude in sé un altissimo valore culturale e simbolico”.

Dott. Giovanni Anelli, Sindaco di Camogli: “Con lo stesso entusiasmo e la profonda competenza del team di esperti si è ripetuto il complesso rituale della pulizia della Statua del Cristo degli Abissi. È mio dovere e mio piacere esprimere piena gratitudine, certo di rappresentare il sentimento dei miei concittadini e dei tanti turisti e subacquei che dell’importanza di questo Sito hanno contezza, alla dottoressa Alessandra Cabella, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria e, congiuntamente, a tutti gli attori e ai reparti militari che garantiscono, ogni anno, la loro presenza a questo appuntamento irrinunciabile”.


Dott. Paolo Terrile, Comune di Camogli, Consigliere Delegato alla Cultura : “Desidero semplicemente esprimere la mia gratitudine ai reparti subacquei delle Forze Armate e soprattutto ad Alessandra Cabella della Soprintendenza che ne coordina magistralmente i lavori per darmi l’opportunità ogni anno di assistere alle operazioni di pulizia della statua del Cristo degli Abissi a San Fruttuoso di Camogli. Mi stanno insegnando che, così, per alimentare i rapporti umani occorre prendersi cura delle persone a cui si vuole bene, con la stessa costanza bisogna occuparsi delle opere d’arte che portiamo nel cuore e che sentiamo vicine. Proteggere questi Beni rappresenta la loro sopravvivenza e, conseguentemente, la possibilità di godere della loro bellezza e del loro significato negli anni, anche per le nuove generazioni”.

Ultimo aggiornamento

27 Luglio 2026, 15:43